DiMartedì, Roberto Speanza smentisce se stesso: “Coronavirus e feste in casa? Mai parlato di delazione”

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In che mani siamo? Lo spiega per filo e per segno Roberto Speranza, il ministro della Salute, ospite d’onore di Giovanni Floris a DiMartedì, prima intervista nella puntata in onda su La7 martedì 13 ottobre. Il tema del colloquio è ovviamente il coronavirus, con la curva del contagio e i dati relativi a vittime e ricoveri che tornano a fare tanta, troppa, paura. Ma si parla ovviamente anche dell’ultimo dpcm e della controversa “raccomandazione” sulle feste in casa con un massimo di sei persone. Una “raccomandazione” su cui si era espresso proprio Speranza, domenica sera, a Che tempo che fa di Fabio Fazio, invitando gli italiani alla delazione contro i vicini.

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Già, il ministro aveva usato la parola “delazione”. Punto e stop. Eppure – ed eccoci: in che mani siamo – da Floris lo nega. Una piroetta dopo le polemiche e le indiscrezioni che davano conto della rabbia di Giuseppe Conte e Sergio Mattarella per la sparata di Speranza sugli italiani delatori. “È la prima  volta dopo mesi che le misure tornano ad essere restrittive. Nessuno ha mai parlato di delazione, ci deve essere sintonia tra le misure e il buon senso delle persone per vincere veramente la sfida contro la malattia”, afferma Speranza. Incredibile, ma vero: dice che “nessuno ha mai parlato di delazione”. Lui, che ne aveva parlato soltanto poche ore prima. Sui contagi, inoltre, ha aggiunto: “Sono numeri significativi che pretendono nuove misure, bisogna alzare il livello di attenzione e la collaborazione dei cittadini è fondamentale”.

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