Inps, dietro l’aumento a Tridico c’è la “manina” di Conte e Di Maio. Che fingono di cadere dal pero

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“Chiederò chiarimenti”; “Approfondirò”. Appena emerso lo scandalo dell’aumento di stipendio al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sia Luigi Di Maio, sia Giuseppe Conte sono caduti dal pero e hanno eluso l’argomento spiegando di non poterne parlare perché all’oscuro della vicenda. Ma sono bastate poche ore per far emergere un quadro del tutto diverso.

Di Maio e Conte cadono dal pero (e si fanno male)

Intanto c’è la lettera a Repubblica dello stesso Tridico che spiega come il suo aumento di stipendio all’Inps sia passato per i ministeri del Lavoro e dell’Economia, nell’arco di tempo che va dal maggio 2019 all’agosto 2020. E chi c’era al ministero del Lavoro quando tutto è iniziato? Quel Di Maio che in queste ore ha sostenuto di non saperne niente. “Chiederò chiarimenti nelle prossime ore”, ha detto l’attuale ministro degli Esteri nel pomeriggio di ieri. Difficile pensare che tutto sia avvenuto all’oscuro del presidente del Consiglio. Che infatti, secondo quanto trapelato, sarebbe stato informato da una nota dello stesso ministero del Lavoro. Eppure anche Conte ieri sosteneva che “non ero personalmente informato di questa vicenda”, aggiungendo che avrebbe parlato solo dopo aver ottenuto l’approfondimento richiesto. “Sono una persona abituata a parlare molto seriamente. Fatemi fare una verifica”, ha aggiunto il premier.

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Un quadro politico che non lascia dubbi

Poi c’è la ricostruzione di Repubblica che, insieme alla lettera di Tridico, chiarisce il quadro politico in cui la vicenda è maturata. E il quadro consolida l’idea che lo stupore di Di Maio e Conte sia solo una posa per svicolare da una situazione che definire imbarazzante è fin troppo riduttivo. La nota con cui il ministero allora guidato da Di Maio informò Conte sarebbe arrivata, infatti, al termine di una complicata trattativa tra lo stesso Di Maio e Salvini. È evidente il tentativo di tirare in ballo il leader della Lega, che a sua volta ha usato toni durissimi per commentare lo scandalo.

Le responsabilità nell’aumento di stipendio a Tridico

Ma nella vicenda c’è un “dettaglio” che non può essere ignorato: quando quell’accordo di cui parla Repubblica è stato raggiunto il coronavirus e ciò che ne è seguito erano inimmaginabili. E quando ci siamo trovati nella bufera, con il ben noto e deludente ruolo dell’Inps, Salvini non era più al governo da un pezzo, mentre c’erano ancora Di Maio e Conte. A condizioni date, restano dunque sul tavolo solo la responsabilità del premier e dei Cinque Stelle, Di Maio in testa.

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