Coronavirus, Roberto Speranza: “Un nuovo lockdown non è impossibile”. Ecco dove si rischia una nuova serrata

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Il coronavirus continua a circolare. Nonostante i soli tre decessi di domenica 19 luglio, mai così bassi da febbraio, l’allarme non si arresta. A mettere in pericolo l’Italia sono per lo più casi d’importazione che nel nostro Paese trovano terreno fertile. “La tregua è fragile”, conferma Massimo Galli, direttore del Sacco di Milano, preoccupato perché le vere cifre sui contagi provenienti dall’estero sono introvabili. Dello stesso pensiero Roberto Speranza. Il ministro della Salute in questi giorni si è prodigato a ribadire che “siamo nel pieno della battaglia ed è fondamentale continuare a mantenere comportamenti corretti”. Di più, il ministro ha aggiunto che abbiamo toccato il record mondiale. Morale della favola? “In cielo non sta scritto che un nuovo lockdown sia impossibile”, ha premesso l’esponente di Leu. Insomma, nessuno scarta la più tragica delle ipotesi: quarantena forzata per tutti. Nemmeno l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato: “Rimettete le mascherine o rischiamo nuove chiusure”.

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La preoccupazione pare essere diffusa anche tra gli esperti. A lanciare l’ennesimo monito ci pensa Walter Ricciardi, professore di Igiene all’università Cattolica e consigliere di Speranza. “Siamo fra i pochi Paesi al mondo con circolazione ridotta – spiega – ma siamo circondati da aree in crescita. Dobbiamo stare attenti. Non ci vuole molto a tornare a mille contagi al giorno come in Catalogna”. A fargli eco Galli: “La mia impressione è che, al netto dei casi dall’estero, il virus continui a circolare in Italia in modo significativo, anche se sottotraccia. Lo dimostrano i tanti casi trovati con screening e test sierologici. Con il coronavirus il 10 per cento dei positivi causa l’80 per cento dei contagi. Sono i cosiddetti superdiffusori, che possono essere asintomatici. Dobbiamo trovarli alla svelta con i test, per evitare che nuovi focolai si allarghino al di là della nostra capacità di controllo”.

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