Adesso il Covid dilaga in Libia: perché è un pericolo per l’Italia

Allarme coronavirus in Libia: altri undici nuovi contagi nelle ultime 24 ore. Un dato che porta a 918 il totale dei casi confermati nel Paese.

Numeri che sono da prendere con le pinze, perché in realtà potrebbero essere molti di più di quelli diffusi e non è facile avere una fotografia esatta della situazione attuale, se non aumenta il numero dei tamponi effettuati. Intanto i dati ufficiali sono stati resi noti dal Centro nazionale libico per il controllo delle malattie, sulla propria pagina ufficiale Facebook, e su quelli dobbiamo affidarci. Il dato dei decessi è ancora contenuto: ovvero 27, i guariti sono passati da 224 a 230, e le persone attualmente positive da 641 a 661. Numeri ancora sotto controllo rispetto all’apice dell’epidemia in Italia, ma la Libia non è l’Italia e al momento l’unica misura drastica è la chiusura dei confini.

Ma cosa sta succedendo da qualche settimana in Libia? Per provare a rispondere a questa domanda, è necessario fare un passo indietro di almeno 15 giorni quando la pandemia, che fino ad allora era stata controllata, è esplosa in tutta la sua forza.L’allarme Covid in Libia preoccupa l’Italia: gli sbarchi non si fermano. L’ultimo in ordine di tempo ad Augusta ha visto l’arrivo in Sicilia di 43 migranti, di cui 8 risultati positivi. La Ocean Vikings è al largo delle acque italiane con altri 180 migranti e cerca un porto tra Italia e Malta per l’approdo. Un Paese costantemente in guerra, una situazione che tende a peggiorare di giorno in giorno e un’epidemia di cui ancora non si conoscono bene i contorni. La Commissione Ue ha stanziato 110 milioni di euro a supporto delle autorità libiche per far fronte all’emergenza Covid-19. Soldi che si aggiungono ai 455 milioni di euro già destinati al partner libico tramite programmi finanziati dal Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa (Eutfa). A spiegare a grandi linee il piano è stato Olivér Várhelyi, commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato: questi fondi risponderebbero all’urgenza di far fronte alla crisi sanitaria e ai bisogni delle comunità più vulnerabili, tra cui migranti e rifugiati, nonché per migliorare le condizioni di vita nelle municipalità, soprattutto nel Sud del paese.

Intanto il Consiglio dell’Unione europea ha prorogato fino al 30 giugno 2021 le missioni in Libia che erano state sospese a causa della pandemia di Covid-19. Si tratta della missione dell’Unione europea di assistenza alla gestione integrata delle frontiere in Libia (Eubam Libia), la missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah (Eubam Rafah) e la missione di polizia dell’Unione europea per i territori palestinesi (Eupol Copps).

il giornale.it

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