Il virus che spaventa il mondo: “Già passato dal maiale all’uomo”

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 non è ancora finita. Ma inizia già a farsi strada la paura per lo sviluppo di una nuova possibile pandemia. Un gruppo di ricercatori, infatti, ha identificato in Cina un nuovo virus influenzale “dal potere pandemico”, che colpisce i maiali, ma che avrebbe già fatto il salto di specie, infettando l’uomo.

L’influenza suina che spaventa il mondo

Si tratta del G4EA H1N, un virus che unisce insieme un ceppo trovato in alcune specie di uccelli, quello H1N1, che ha causato l’influenza suina del 2009, e l’H1N1 nordamericano che ha i geni dell’influenza aviaria, umana e suina. Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences, ha individuato un virus g1 di tipo eurasiatico (Ea), con un recente genotipo 4 (G4), “che presenta la pandemia del 2009”. I ricercatori hanno sottolineato che la nuova influenza “è predominante nelle popolazioni suine dal 2016”.

“I maiali- si legge nello studio- sono ospiti intermedi per la generazione del virus dell’influenza pandemica” e, per questo, sono molto pericolosi. Il virologo Giorgio Palù, presidente delle società italiana ed europea di virologia, ha spiegato ad AdnKronos che, a differenza del pipistrello, il maiale “ha la grande capacità di riassortare i virus. Questi animali hanno caratteristiche peculiari perché hanno recettori dell’influenza sia per i virus aviari che per quelli umani. Rappresentano una sorta di ‘provetta’ in grado di ha la grande capacità di riassortare i virus”. “Questi animali- ha aggiunto- hanno caratteristiche peculiari perché hanno recettori dell’influenza sia per i virus aviari che per quelli umani. Rappresentano una sorta di ‘provetta’ in grado di mescolare i virus dell’uomo e degli uccelli “, dando vita a un patogeno completamente diverso. La paura è che si possano creare “mix micidiali, potenzialmente pandemici”.Il virus suino che fa paura al mondo: “Potrebbe causare pandemia”

È quello che è successo nel 2009, quando si è diffusa l’influenza suina, anche in quel caso un virus riassortante, partito da un maiale. “Da allora- ricorda Palù- si è deciso di attuare la sorveglianza, come sarebbe giusto fare, nel maiale proprio per le sue particolari caratteristiche. Purtroppo questa sorveglianza oggi è volontaria e non obbligatoria per tutti i Paesi”.

“Il virus è già passato all’uomo”

Gli autori dello studio hanno attuato una sorveglianza sierologica su centinaia di lavoratori suini, che ha portato alla luce la presente del G4 EA H1N1 nell’uomo. Il 10,4% (35 persone su 338) dei lavoratori sono risultati positivi al nuovo virus e nei ragazzi tra i 18 e i 35 anni la percentuale si alzava al 20,5% (9 su 44). Questi dati dimostrano che la nuova influenza suina ha già fatto il salto di specie e può aggredire l’uomo.

Dalla ricerca sono emersi 5 elementi, che fanno di questo nuovo patogeno un potenziale pericolo da non sottovalutare. Il virus G4 EA H1N1, infatti, “riconosce il recettore umano, è in grado di infettare le cellule umane e infetta anche il furetto, modello di trasmissione all’uomo”. È noto da tempo che i patogeni che colpiscono i furetti sono anche in grado di arrivare all’uomo. “I ricercatori- spiega ancora il virologo- hanno anche trovato che alcune persone che badavano all’allevamento dei maiali studiato hanno sviluppato anticorpi contro questo nuovo virus. Il che significa che è già passato all’uomo”. Il quinto elemento importante del nuovo patogeno è che “gli anticorpi H1N1 del virus pandemico del 2009 non riconoscono questo nuovo virus. E quindi non sono in grado di neutralizzarlo”.

La trasmissione da uomo a uomo

La paura, ora, è che G4 EA H1N1 possa arrivare anche a trasmettersi direttamente tra le persone. In questo caso, potrebbe dare origine a un focolaio che, potenzialmente, potrebbe poi diffondersi causando una pandemia. Lo studio, infatti, evidenzia che l’inclusione di G4 nei geni della pandemia H1N1 del 2009 “potrebbe promuovere l’adattamento del virus” che porta alla trasmissione da uomo a uomo, rischiando così di diffondersi nella popolazione umana. In realtà, la ricerca è stata definita da Robert Webster, un investigatore dell’influenza, un “gioco di ipotesi”, intendendo che il virus potrebbe arrivare a trasmettersi da uomo a uomo, eventualità che non si è ancora verificata. Ma, precisa precisa Webster, “non sappiamo che si verificherà una pandemia fino a quando non accadrà”.

Gli esperti ricordano che è rara la diffusione dei virus suini tra gli uomini: “La probabilità che questa particolare variante causi una pandemia è bassa”, ha detto a Science Martha Nelson, biologa evoluzionista del Fogarty International Center del National Institutes of Health degli Stati Uniti che studia i virus dell’influenza suina negli Stati Uniti e la loro diffusione nell’uomo. Ma non è possibile escludere del tutto l’origine di una pandemia.

Il vaccino

La nuova influenza scoperta in Cina ha quindi “un potenziale pandemico”. Questo vuol dire, come spiega Palù, che “se passasse in maniera massiva all’uomo, troverebbe un’umanità scoperta. Non abbiamo anticorpi contro questo virus”. Per questo, “serve agire subito per trovare un vaccino o dei farmaci”.

Lo studio realizzato dai ricercatori cinesi del laboratorio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nell’ambito del programma di sorveglianza, dimostra l’importanza dei un’indagine virologica “condotta non solo sull’uomo, ma anche nell’animale e nell’ambiente che circonda questo animale”. In questo modo, conclude Palù, “noi potremmo essere in grado di sviluppare già un vaccino per averlo disponibile nel caso il virus desse origine a una pandemia. Ma possiamo anche testare i farmaci già disponibili”.

il giornale.it

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