Sacerdote in carcere per portare di nascosto ai detenuti cellulari e cavetti. È caos, Bonafede dorme

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Un sacerdote va nel carcere casertano di Carinola per la messa riservata ai detenuti. La Polizia penitenziaria lo blocca perché in possesso di 9 cellulari. A rendere nota la vicenda è il sindacato di polizia penitenziaria Uspp.

In carcere e poi l’interrogatorio davanti al pm

Il sacerdote aveva nascosto tutto nelle buste di sigarette e tabacco da portare ai detenuti. C’erano – come detto – nove cellulari ma anche i caricabatteria e i cavetti usb. Il prete, un assistente del cappellano titolare, ha risposto per ore alle domande del pm di turno. Le forze dell’ordine cercano di capire a quali reclusi fossero diretti i telefonini e chi abbia consegnato al prete il carico nascosto nel tabacco.

La protesta della Polizia penitenziaria
«L’episodio evidenzia ancora una volta la necessità di dotare la Penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati, anche in grado di schermare ogni carcere, per contrastare questo fenomeno». Così commentano Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, dell’Uspp.

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Turni massacranti e scarse risorse
«La Polizia penitenziaria, malgrado i turni massacranti e le scarse risorse, riesce comunque ad arginare i tentativi fraudolenti di introduzione sia di telefonini sia di droga. Evita così gravi ripercussioni per l’ordine e la sicurezza interna. Complimenti ai colleghi del carcere di Carinola».

Tentativo di evasione dal carcere di Bellizzi
«Ieri c’è stato anche un tentativo di evasione di due detenuti, nel carcere di Bellizzi Avellino. Intendevano darsela a gambe attraverso un foro. Per fortuna gli agenti sono riusciti a sventare anche questo episodio. È la testimonianza della grande professionalità della polizia penitenziaria della regione Campania».

La dichiarazione di Salvini
La notizia ha fatto scalpore anche nel mondo politico. «Grazie alla Polizia penitenziaria, che ha bloccato un sacerdote mentre portava alcuni cellulari ai detenuti nel carcere casertano di Carinola. Le rivolte, le scarcerazioni dei boss. Poi le polemiche con Di Matteo, lo scandalo delle intercettazioni anti-Lega dei magistrati e le evasioni. Ora il prete che aiuta i criminali. L’Italia non merita questo governo-sciagura e non merita un ministro come Bonafede», accusa Matteo Salvini.

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