L’economista tedesco Stelter: “In Italia patrimoniale al 20% e uscita dall’euro. Così morirà la Ue”

Una patrimoniale al 20% in Italia, poi l’uscita dall’euro. L’economista tedesco Daniele Stelter non risparmia critiche alla Germania e in genere ai falchi dell’Unione europea sui mancati aiuti all’Italia nel pieno dell’emergenza coronavirus (“Mi vergogno, bloccare le medicine e le apparecchiature mediche, rallentare gli aiuti, sono senza parole”), conferma la tesi di una patrimoniale anche nei paesi più colpiti dall’epidemia, come Spagna e Italia, ma in una intervista al Giornale traccia uno scenario ancora più estremo.

Per evitare una prospettiva alla Troika greca per il nostro Paese (“L’austerità non sarebbe d’aiuto ma amplificherebbe il problema”), l’economista lancia una proposta: “Tutti i governi della zona euro dovrebbero riunire il debito del 75% del Pil pre-crisi in un fondo di rimborso del debito congiunto. Questo fondo sarebbe finanziato dalla Bce senza interessi e tutti i debiti del fondo non sarebbero più inclusi nel debito pubblico dei singoli paesi partecipanti”. Difficile che la Germania e i paesi del Nord accettino, per miopia, pregiudizio o semplice calcolo utilitaristico. Ma se la situazione andrà avanti così, parlare di Italexit “non è impossibile”, anzi “realistico”: “L’Ue e l’Eurozona – spiega Stelter – avranno tassi di crescita ancora più bassi nei prossimi anni, pertanto la situazione potrebbe non migliorare per l’Italia”. Dopo la “profonda recessione” legata all’uscita dall’euro, però, “in seguito l’Italia potrebbe essere in grado di tornare a crescere. Dopo la seconda guerra mondiale fino all’introduzione dell’euro, la crescita del Pil pro capite in Italia e Germania è stata simile. Solo dall’introduzione dell’euro abbiamo una disparità crescente”. Un discorso che va di pari passo con il futuro dell’Unione: “Deve riformarsi e ciò include la correzione dell’euro tramite la ristrutturazione del debito e potenzialmente una disgregazione ben organizzata dell’eurozona. Dubito che l’euro nella sua attuale struttura possa sopravvivere”.

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