Coronovirus, il professor Menichetti: virus tecnicamente “inarrestabile”. Il dato sui focolai autoctoni

La verità è che il contagio da coronavirus è “inarrestabile”. A chiarirlo subito è Francesco Menichetti, docente di Malattie infettive all’Università di Pisa, che con il Quotidiano nazionale commenta l’esplosione dell’epidemia in Lombardia e in Veneto che ha portato alle prime 2 vittime. Il coronavirus ha un valore di R0 compreso tra 2,5 e 2,8 e “questo significa che ciascun infetto può generare circa 2-3 ulteriori soggetti infetti”. Il valore entro il quale l’Oms valuta come “contenibile” un’epidemia dev’essere inferiore a uno. L’unico modo per rispondere alla polmonite virale è imitare la Cina, dove “hanno messo in quarantena 60 milioni di persone, con un grande sforzo economico e sociale. L’Europa e l’Italia non possono essere da meno: chi è stato in Cina, non solo nell’area di Wuhan, ma in tutto il Paese, deve essere messo in quarantena. Qualunque sia la nazionalità. Bisogna che stiano a casa 14 giorni e contattino i servizi”. 

Sarebbe “prematuro”, spiega ancora il professore, “stimare quando finirà l’allarme. È successo ciò che si era già verificato in Francia e Germania, ma speravamo non succedesse”. Ora la battaglia è contro i “focolai autoctoni”: servono “decisioni energiche e rapide, dando segnali chiari senza spargere panico ma anche senza sottovalutare l’emergenza”. Le precauzioni per i cittadini sono quelle classiche, valide per ogni tipo di influenza molto aggressiva: mascherina protettiva, specialmente “sui mezzi pubblici e in ambienti chiusi e affollati come stazioni, palestre, scuole, sale d’attesa”. Consigliabili anche un paio di occhiali per le congiuntive oculari, oltre ovviamente al lavaggio frequente delle mani con sapone e disinfettante. Su treni, autobus e metropolitana se possibile mantenere un metro di distanza, evitando di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani sporche e quando si starnutisce, meglio un fazzoletto usa e getta o l’incavo del gomito al posto delle mani. 

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