Falsi invalidi a Siracusa: per farli apparire malati ​venivano persino sedati

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Falso, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, sostituzione di persona.

Sono questi i reati di cui dovranno rispondere a vario titolo i soggetti coinvolti nell’operazione denominata “Povero Ippocrate” che ha come destinatari medici, personale sanitario dell’Asp e dell’Inps di Siracusa. Tutti gli indagati sistematicamente producevano false certificazioni mediche per l’erogazione indebita di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento.

All’alba di oggi i carabinieri del comando provinciale di Siracusa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza per l’applicazione di misure cautelari emessa dal Gip, su proposta della locale procura, nei confronti 9 soggetti coinvolti. Un neurologoAsp insieme al gestore di un patronato sono stati tratti in arresto. Gli altri sette medici, sono stati interdetti dall’esercizio della loro professione per 12 mesi. Nel registro degli indagati risultano altre 73 persone ritenute responsabili di aver utilizzato documenti alterati e falsificati per conseguire pensioni di invalidità. Il Gip ha anche disposto sequestri per equivalente nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nel “sistema”, per un totale di 600mila euro.

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È questo il frutto di un’indagine partita nel 2016 che, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, ha consentito di accertare come i medici dell’Asp e dell’Inps, con la funzione di verificare lo stato delle invalidità, hanno accertato falsamente di “avere eseguito esami diagnostici in realtà mai eseguiti, nonché di avere accertato la sussistenza di patologie pur in assenza se non addirittura in contrasto con esami oggettivi, di avere esercitato il giudizio medico nell’ambito di un organismo collegiale di cui in realtà risultavano assenti tutti gli altri componenti”. Spesso, il medico che svolgeva queste “funzioni” ha anche incassato una somma di denaro in contanti in compenso della falsa certificazione rilasciata.

L’organizzazione, per mettere in atto il piano criminoso, non esitava a sedare i pazienti affinché apparissero veramente malati. Gli stessi, venivano affiancati da finti parenti e improvvisate badanti che li accompagnavano alle visite. La loro funzione era quella di descrivere e confermare la presenza continua dei sintomi di malessere dovuti alla malattia che veniva inscenata dal diretto interessato.

I falsi invalidi venivano istruiti su come simulare le malattie di cui avrebbero dovuto soffrire in base a quanto riportato dai certificati medici. I referti forniti, erano tutti non veritieri. I carabinieri infatti hanno avuto modo di accertare la falsità di numerosi esami diagnostici e strumentali , come ad esempio i referti delle Tac e di vari Ecodoppler. Si tratta di quegli accertamenti che, il più delle volte, venivano utilizzati per certificare la malattia del paziente.

il giornale.it

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