La sardina Santori fa il gradasso: “Salvini ora riempie solo i bar”

Ringalluzzito dall’ennesima ospitata televisiva, il leader delle sardine Mattia Santori alza la cresta e tira l’ennesima frecciatina a Matteo Salvini.

Ospite del salotto televisivo di DiMartedì, nella prima serata di La7, il fondatore e il portavoce del movimento di piazza nato a Bologna, alla domanda di Giovanni Floris riferita proprio al capo politico del Carroccio, risponde così: “Noi abbiamo imparato il vecchio lavoro di Salvini, cioè riempiere le piazze abbastanza facilmente. Invece, lui ora riempie solo le stanze, i bar e i palazzetti dello sport quando va bene…”.

Una sparata per rinnovare la sfida lanciata nelle scorse settimane da Piazza Maggiore a Bologna, dove le sardine sono nate in risposta alla manifestazione del centrodestra al Paladozza, per presentare ufficialmente – di fronte a 5mila persone – la candidatura di Lucia Borgonzoni alla presidenza dell’Emilia Romagna contro il dem Stefano Bonaccini. Una sfida decisiva per il futuro del governo giallorosso e per l’intero centrosinistra italiano, a rischio tracollo (definitivo) qualora dovesse perdere la regione “rossa” per eccellenza.. Perché le sardine, ricordiamolo, sono nate nel cuore dell’Emilia come movimento di protesta anti-Salvini, identificandolo come nemico numero uno contro il quale coalizzarsi.

Nel corso della serata di La7, ci ha pensato Pietro Senaldi – direttore responsabile di Libero – a rinfrescare la memoria a Santori. Già, perché il giornalista, per esempio, gli ha ricordato il flop delle “sardine pugliesi” registrato a Taranto, tra Ilva e Cgil: “A Bologna e Milano le sardine hanno fatto il pienone, ma a Taranto c’era davvero poca gente…”. E il leader del movimento di piazza ha risposto aggrappandosi agli specchi: “Dove c’è stata tanta sofferenza, come nel caso di Taranto, il processo è più lento rispetto ad altre realtà italiane”.

Poi, la sardina gonfia il petto e tira un’altra stoccata: “La partecipazione è un buon segnale, arriveremo a mezzo milione in un mese. Siamo riusciti a dare voce all’insofferenza delle persone. Le pance sono piene di slogan e di sensazionalismi e noi, invece, puntiamo ai cervelli: è un lavoro più complesso e lungo, che richiede tempo, pazienza e impegno…”.

Infine, Mattia Santori non risparmia lezioncina sulla “buona politica”:”Noi abbiamo sempre detto che la Politica, quella con la ‘P’ maiuscola significa delegare qualcuno che è competente e affronta temi complessi, senza slogan e senza sensazionalismi”.

il giornale.it

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