Scomparsa 30enne .Trovata seminuda nel fiume: omicidio

Roma – Uccisa e gettata nel fiume. Era incastrata fra gli arbusti lungo l’argine del fiume Cosa, Michela Rezza, 30 anni, misteriosamente scomparsa da qualche ora.

A fare la scoperta un cercatore di funghi che si aggirava nella zona tra Alatri e la frazione di Tecchiena, in contrada sant’Emidio. Il corpo, secondo alcuni testimoni, era a poche centinaia di metri dalla chiesa parrocchiale, con gli indumenti sfilati e strappati a causa della corrente e degli alberi.

Seminuda, da un primo esame del medico legale la vittima presenta una ferita profonda all’arcata sopraccigliare sinistra. Colpita con un bastone, una grossa pietra o una chiave inglese? Comunque a provocare la morte un forte trauma cranico. A coordinare le indagini dei carabinieri del comando provinciale è il pm Vittorio Misiti della Procura di Frosinone. Dopo il giallo, mai risolto, dell’assasinio di Serena Mollicone, aperto un nuovo fascicolo per omicidio. Senza documenti, la donna è stata riconosciuta dai familiari che ieri mattina ne avevano denunciato la scomparsa. Scomparso il telefono cellulare della poveretta. Potrebbe essere stato portato via dall’assassino. Il rinvenimento della donna, originaria della provincia di Latina, è avvenuto verso le ore 16.

Con chi si sarebbe vista Michela Rezza? È stata uccisa nel luogo del rinvenimento oppure è stata trascinata dalla corrente del Cosa, piccolo affluente del fiume Sacco? Di certo il cadavere non è stato molto tempo in acqua e non viene da molto lontano visto che il corso d’acqua non supera i 35 chilometri di lunghezza. «I prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia – spiegano gli inquirenti e solo allora potremo capire le cause della morte». Dopo i rilievi effettuati dal nucleo scientifico dell’Arma, la salma è stata trasportata all’istituto di Medicina legale dell’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone.

La pista più seguita è quella dell’omicidio nonostante la donna potrebbe essere caduta accidentalmente in acqua, aver sbattuto contro un masso e infine essere trascinata a valle. Gli inquirenti, però, pensano a un assassinio. Perché?

La frazione di Tecchiena è stata il teatro di un altro delitto, quello di Emanuele Morganti. La sera del 24 marzo del 2017 il ventenne viene massacrato di botte da un «branco» di teppisti in piazza Margherita, ad Alatri. Il ragazzo muore dopo alcune ore di agonia, quattro persone vengono accusate del delitto: Mario e Franco Castagnacci, padre e figlio, Paolo Palmisani e Michel Fortuna. Tre di questi sono stati già scarcerati mentre resta in prigione Mario Castagnacci.

il giornale.it

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