Chiesa cattolica, ora i grillini spingono per l’Imu arretrato

Dalla proposta sulla rimozione del crocifisso nelle aule scolastiche alla sbandierata necessità di recuperare l’Imu arretrato: ormai la linea del MoVimento 5 Stelle sui rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica è chiara ai più.

A dire il vero, questa sull’adempimento dell’Ici non versata in passato dalle istituzioni ecclesiastiche è un’intenzione tornata in auge sin dai tempi del governo gialloverde: se ne parla dalla fine della scorsa campagna elettorale. Ma la maggioranza di governo odierna, rispetto alla precedente, sembra più adatta a portare avanti il disegno, specie per via della contiguità delle visioni del mondo delle due forze politiche che reggono l’esecutivo giallorosso di Giuseppe Conte.

Il periodo di tempo interessato, quello indicato dal ddl presentato da un’ottantina di parlamentari grillini con a capo l’ex vertice del Dicastero dei Trasporti, ossia Danilo Toninelli, copre un arco temporale di cinque anni: dal 2006 al 2011. Considerando pure quanto sta emergendo sullo stato di salute sulle casse del Vaticano, è possibile immaginare che la proposta pentastellata, nel caso trovasse poi un’ attuazione effettiva, comporti ulteriori conseguenze, presumibilmente negative, sulle finanze della Santa Sede, che risultano già vivere condizioni non proprio semplici. Per quanto si debba ricordare come mons. Galantino abbia decisamente smentito le voci sull’imminente default. Ma per far sì che la proposta pentastellata superi il piano dell’intenzione serve che anche il Partito Democratico sia d’accordo. E non è scontato.

Il calcolo è già stato fatto: trattasi, stando pure a quanto può essere approfondito su Il Sole 24 Ore, di circa 5 miliardi complessivi, sui quali però potrebbero essere operati dei distinguo. Soprattutto perché, per comprendere chi deve versare il quantum, bisogna anche interrogarsi sulle finalità perseguite dai singoli enti della o prossimi alla Chiesa cattolica. La Conferenza episcopale italiana, in più circostanze, ha anche rimarcato un dettaglio, che non sembra proprio minore: il fatto che molte realtà ecclesiastiche svolgano attività no profit. Un fattore che non può non essere sottoposto ad attenta valutazione. Ma vale la pena sottolineare come gli stessi vescovi paiano disposti un accordo che metta fine alla vicenda.

Esiste un presule, però, che non la vede così. Anzi, monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo incaricato a Campobasso, il ddl grillino è centrato su una “minestra riscaldata”, così come riportato su l’Adige.it. C’è un fronte ecclesiastico che pensa dunque che le priorità siano individuabili altrove e che questo del recupero degli arretrati dell’Imu sia un falso problema. Ma c’è anche dell’altro, perché il disegno del Movimento passa pure dal riesame di un decreto risalente al governo tecnico di Mario Monti.

Insomma, sta circolando una certa dalle parti dei giallorossi. Ma da qui a dire che la manovra ora in discussione riuscirà a determinare in maniera definitiva il quadro appena esposto ce ne passa.

il giornale.it

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