Manovra, servono 3 miliardi: Pd e 5S puntano sulle tasse

“Sono giorni febbrili, soprattutto per il ministero dell’Economia”. Lo ha detto ieri sera dal palco della manifestazione Italia 5 Stelle a Napoli il premier, Giuseppe Conte.

Sul tavolo, svelano a La Stampa fonti di Palazzo Chigi, ci sono le contrapposizioni su aumento dell’Iva e taglio del cuneo fiscale, ma soprattutto il nodo dei 29 miliardi di coperture. Temi spinosi della manovra, sui quali ancora non c’è una soluzione, tanto che il Consiglio dei ministri è stato spostato a martedì prossimo, data in cui il Documento programmatico di bilancio (Dpb) dovrebbe essere inviato a Bruxelles per essere sottoposto al giudizio della Commissione europea.

La maggioranza è spaccata con Di Maio e Italia Viva che chiedono di scongiurare un aumento delle tasse e il premier che assieme ai vertici di via XX Settembre è aperto a tutte le soluzioni pur di recuperare gli oltre 3 miliardi che servono a pareggiare i conti. Per far quadrare il bilancio ne servono 7, ma il governo finora ne ha recuperati soltanto tre. Al vaglio, quindi ci sono diverse soluzioni. Tra queste non è esclusa quella di una mediazione su Quota 100. Ieri però il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva chiarito come “modifiche” al provvedimento approvato dal precedente esecutivo targato Cinque Stelle-Lega, “non siano all’ordine del giorno”. Quota 100, insomma, resterà almeno fino al 2021. Ma c’è chi ipotizza che si possano estendere le finestre di uscita di tre mesi, per risparmiare un miliardo e mezzo in due anni da reinvestire in lavoro e welfare.

Sull’ipotesi di ritoccare la misura bandiera del precedente governo tuona il leader leghista, Matteo Salvini: “Leggo di penalizzazioni e di blocchi, ma se vogliono riavvicinarsi alla legge Fornero li teniamo in parlamento giorno e notte”. “Dovranno passare – annuncia minacciando di mobilitare le piazze- sui corpi delle donne e degli uomini della Lega”. I tecnici del Mef stanno verificando anche la possibilità di un leggero aumento dell’Imu, con la fusione tra Imu e Tasi. Una misura che indispettisce Confedilizia, che accusa il Conte Bis di voler introdurre una patrimoniale mascherata: “La mera fusione di Imu e Tasi è una presa in giro, qualunque governo la faccia – ha scritto su Facebook il presidente Giorgio Spaziani Testa – i problemi della proprietà immobiliare non si risolvono inserendo un codice tributo in meno nel modello di pagamento”. “Bisogna ridurre la patrimoniale -esorta – non fare giochini”.

Poi c’è la proposta avanzata dai Dem per la manovra di tassare i telefonini per recuperare 250 milioni di euro l’anno, con un balzello di 13 euro che andrebbe a colpire professionisti, piccole imprese ed esercenti, insomma, la cosiddetta clientela business. Ma anche su questo il governo è diviso, con i Cinque Stelle che, con il numero due del ministro Gualtieri, Laura Castelli, hanno espresso la loro contrarietà ad un provvedimento di questo tipo.

il giornale.it

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