Se Macron è l’unico e vero sovranista di tutta Europa

Il dito e la luna. Tutti qui a guardare Orbán, Kaczynski, Kurz o Salvini, ma chi incarna il vero sovranismo, quello di fatto, senza parole e senza pudore, è monsieur Emmanuel Macron.

Prima la Francia, sempre, comunque, ovunque. Prima la Francia, nel nome dell’Europa. Prima la Francia, sparlando del libero mercato. Prima la Francia, nel segno della democrazia. Prima la Francia, sotto la bandiera dei diritti umani. L’ultimo atto è il matrimonio interrotto tra la Fiat-Chrysler e la Renault. Non ci sono le condizioni politiche. Parigi difende gli interessi francesi: il marchio, il prestigio e l’occupazione. Lo fa dettando le condizioni, con tutto il peso di uno Stato che interviene a corpo morto sul mercato. La sede operativa del nuovo gruppo deve restare in Francia e il governo deve avere un posto di rilievo nel consiglio di amministrazione. Il concetto è chiaro: la Renault può anche sposarsi con questi italiani d’America con residenza olandese, ma resterà sempre francese. Nessuna sorpresa. È una visione del mondo. Quando Fincantieri ha provato a prendersi i Chantiers de l’Atlantique Macron ha mosso l’antitrust europeo, con l’appoggio della Germania. La Francia prima di tutto e non solo sugli affari economici. Macron difende i confini della Francia con un cinismo che Salvini non può neppure imitare. I migranti che passano la frontiera vengono presi e portati dall’altra parte, con i gendarmi che guardano sornioni lo stupore ognuno dà ai propri interessi nazionali. L’Europa è Parigi e Berlino e non è mai Roma. Tutto questo ha purtroppo a che fare con la profonda ipocrisia di chi in questi anni si è presentato come paladino dei valori europei. La Germania vede un’unione che abbia il carattere, la visione del mondo, la forma, i sentimenti e lo spirito tedesco. Non lo fa solo per «egoismo», ma per qualcosa che forse è perfino peggio: è giusto. Macron, e il governo francese, nutrono invece nei confronti dell’Europa una sorta di disincanto, magari sarebbe anche bello sognare gli Stati Uniti d’Europa, qualcosa che evochi l’impero di Carlo Magno, ma poi bisogna fare i conti con la realtà e a quel punto quello che conta davvero, come è sempre stato, sono gli interessi e il prestigio della Francia. Non è il caso quindi di stupirsi per il futuro della Renault, perché quello di Macron è il più furbo di tutti i sovranismi. È quello che non brucia sulla pelle, non scandalizza, non si veste di nero, non urla, non scandalizza l’animo sensibile dei maestri del pensiero, non mette la felpa e non viene da Est. Fa peggio degli altri, senza mettere i piedi sul tavolo, ma con l’arroganza gelida di chi è convinto che basti un gesto della mano per liquidare le pretese degli altri. Macron incarna lo spirito del Roland Garros, in tutti i campi da tennis del mondo potete pure chiamarlo tie-break, ma a Parigi si dice jeu décisif. È il modo più snob per sentirsi sovranisti.

il giornale.it

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