La Finocchiaro ai bimbi in Rai: ​”Gli uomini sono pezzi di m…”

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“Gli uomini sono tutti pezzi di merda”. L’insulto, pesantissimo perché pronunciato davanti ai bambini, durante la trasmissione La Tv delle ragazze, andata in onda su Rai 3 nella prima serata di mercoledì 14 novembre.

Angela Finocchiaro lo pronuncia senza farsi troppi problemi. Anzi, quando una piccina la guarda attonita e le chiede a fil di voce “Anche il mio papà?”, la comica calca (se possibile) la mano dicendo “Soprattutto il tuo papà”. Un atteggiamento che è certo piaciuto al pubblico. Adesso di questo mal di pancia si fa portavoce il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, Segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai alla quale ha inviato un’interrogazione su quanto accaduto.

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Il primo a sollevare la polemica è stato, qualche giorno fa, Simone Pillon, il vicepresidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. “Dire a un bambino che il papà, o la mamma, è un ‘pezzo di m…’ è vera e propria violenza psicologica sui minori – tuona il senatore della Lega – non è tollerabile che simili discorsi di odio, coperti dalla foglia di fico della presunta comicità, passino sulla tv pubblica, col denaro pubblico sulla pelle dei bambini”. Nelle ultime ore, contro la trasmissione di Rai 3 La Tv delle ragazze è montata una polemica pesantissima. E la Finocchiaro, che, parlando a un gruppo di ragazzine, ha detto che tutti gli uomini sono tutti pezzi di merda, è finita nell’occhio del ciclone. Ora la Lega pretende da lei “scuse pubbliche e immediate”.

Dopo le polemiche della scorsa settimana, la Lega è passata alle vie di fatte chiedendo formalmete spiegazioni alla Rai, agli autori della trasmissione e alla Finocchiaro su quella che non faticano a definire “una vergognosa vicenda”. Oltre alle scuse della comica, Capitanio vuole sapere dalla Società Concessionaria “se e quali provvedimenti disciplinari verranno adottati nei suoi confronti”“Il servizio pubblico radiotelevisivo non può e non deve essere questo”, fa presente il deputato del Carroccio che nelle scorse ore ha inviato un’interrogazione alla Vigilanza Rai“Questa non è comicità – mette in chiaro l’esponente leghista – riferirsi ad un papà o ad una mamma con questi termini e, soprattutto, di fronte ai bambini è una violenza psicologica sul minore, oltre che un esempio di linguaggio diseducativo e di pessimo gusto”.

il giornale.it
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