Messo a segno altro colpo grosso. Pesce grosso finisce nel mirino. Salvini è avanti tutta.

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Confisca di beni per un valore di mezzo milione di euro emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale reggino nei confronti di Giuseppe Nucera, di 72 anni, ritenuto il capo del clan di “Gallicianò”, frazione di Condofuri.

Le indagini hanno accertato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati da Nucera e gli investimenti da lui effettuati, di provenienza illecita.

I beni confiscati consistono in tre appartamenti, altre due unità immobiliari non ultimate ed un garage, oltre ad alcune disponibilità finanziarie.

Tra i “trascorsi criminali” di Nucera, secondo quanto riferisce la Dia, c’è una condanna comminatagli nel 2001 dalla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria per associazione per delinquere di stampo mafioso perché ritenuto organico alla cosca facente capo a Giuseppe Caridi, federata con la cosca “Libri” di Reggio Calabria.

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Nucera, soprannominato “zio Pino”, è stato ritenuto, nello specifico, la persona preposta alla riscossione di tangenti.

Lo stesso Nucera, nel 2014, era stato condannato a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Riconfermata poi successivamente nel 2016 con 12 anni e 6 mesi di reclusione dalla Corte d’appello reggina.

Inoltre il Tribunale ha ritenuto il “soggetto socialmente pericoloso perché indiziato di appartenenza ad un’associazione mafiosa”.

Matteo Salvini riporta la notizia ed esclama: “Altro giorno, altro colpo alla ‘ndrangheta. Avanti così.#lamafiamifaschifo”.

Fonte: gazzettadelsud

 

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