Milano, adolescenti inventano di essere state stuprate: denunciate

Mentre tutta l’Italia piange Pamela e Desirée, entrambe vittime della furia dei loro aguzzini africani, arriva oggi da Milano la notizia di due ragazze che invece, testimoniando il falso,hanno dichiarato di essere state stuprate da degli stranieri.

Tutto col solo scopo di tenere nascosti quelli che in realtà non erano altro che rapporti consenzienti.

L’esperienza terribile di uno stupro utilizzata come copertura, un fatto che, dinanzi alle tragedie sopra menzionate, lascia profonda amarezza.

È stato il pubblico ministero Antonia Pavan a prendersi carico di entrambi i casi, successivamente segnalati al tribunale dei minori di Milano. Tutte e due le adolescenti sono state infatti denunciate per simulazione di reato. Stando a quanto riferito dagli inquirenti, le due vicende risalirebbero allo scorso mese di agosto.

A denunciare per prima era stata una ragazzina di 15 anni. Questa, rivolgendosi agli agenti della squadra mobile, aveva raccontato una storia a dir poco tremenda. Accerchiata da quattro uomini di colore all’interno di un piccolo spazio verde di periferia, era stata stuprata da uno degli africani, vestito con un paio di jeans ed una t-shirt blu. Dopo avere raccolto la sua denuncia, i poliziotti avevano quindi atteso i referti medici della clinica Mangiagalli, dove la 15enne era stata visitata. I responsabili dell’ambulatorio del centro antiviolenza non rilevarono sulla paziente alcun genere di lesione o di trauma.

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Incalzata dagli inquirenti, qualche giorno fa la ragazza ha ammesso di essersi inventata ogni cosa. Era terrorizzata all’idea di poter essere rimasta incinta dopo un rapporto sessuale non protetto avuto col fidanzatino. Pertanto, figurandosi quella che sarebbe potuta essere la reazione dei genitori, aveva consapevolmente deciso di inventarsi una bugia e di spacciarsi per vittima di un abuso sessuale.

Stesso copione per un’altra adolescente. Questa, invece di ricorrere alle forze dell’ordine, si era direttamente rivolta alla sopra citata clinica Mangiagalli, dove aveva raccontato una storiella simile. Dopo un’iniziale reticenza a rivelare i dettagli del presunto stupro, alla fine la giovane si era “liberata”, dichiarando di essere stata violentata da uno straniero.

Solo successivamente, nel bel mezzo di un sopralluogo effettuato dagli agenti all’interno della sua abitazione, la ragazza era riuscita a trovare il coraggio di rivelare che tutto ciò che aveva raccontato non era altro che una menzogna. Il rapporto sessuale con un ragazzo di nazionalità marocchina in effetti c’era stato, ma si era trattato di un atto consapevole e consenziente. Tutta la sceneggiata messa in opera aveva l’unico scopo di giustificare un’eventuale gravidanza.

Storie che lasciano senza parole, specialmente se si pensa a quelle donne che una violenza, invece, l’hanno subìta davvero, e si trovano ora costrette a convinvivere con le conseguenti sofferenze.

IL GIORNALE.IT

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