Dalla pace fiscale alle aliquote, la manovra prende forma

“Prima viene la crescita, poi vengono i vincoli”, ribadisce Matteo Salvini assicurando che il governo sta lavorando “giorno e notte” per mettere a punto la manovra fiscale.

“Non tutto e subito”, ripetono i vicepremier da giorni. Ma la legge di Bilancio prende forma e potrebbe eessere accompagnata da un decreto fiscale che la completi e nel quale saranno inseriti i provvedimenti cari a Lega e Movimento 5 Stelle.

Ci sarà – assicutra il sottosegretario leghista all’Economia, Massimo Bitonci – il taglio dell’Irpef con una “riduzione di un punto percentuale dell’aliquota più bassa” per poi passare a “una rimodulazione a partire dal 2020 con tre aliquote e da “un riordino delle tax expenditure perché ci sono 300 voci tra agevolazioni, deduzioni e detrazioni e alcune ormai sono anti storiche”.

Una mini flat tax con un’aliquota al 5% per tre anni verrà istituita per le start up di giovani under 35 con ricavi fino a 65mila euro. A questo si aggiungerà per tutti gli altri “una flat tax al 15% fino a un volume di affari di 65mila euro e poi un 5% incrementale tra i 65mila e i 100mila euro”. Inoltre è prevista “la cancellazione degli adempimenti contabili, contributivi e fiscali con la sola compilazione del modello unico e l’emissione delle fatture”, spiega Bitonci: “Il regime non prevede neppure la contabilità Iva che dovrebbero pagare tutte le ditte individuali senza differenziazione di categoria e le società personali che optano per pagare l’Irpef”.

Sul tavolo c’è anche la cosiddetta pace fiscale con un tetto fino a un milione per ogni contribuente e una di cedolare secca sugli affitti commerciali: “Ci sarà un’aliquota più bassa per i contenziosi più contenuti, un’aliquota media e un’aliquota più importante per i contenziosi che si avvicinano al milione”, assicura il sottosegretario, che sottolinea come tra le proposta “non ancora pesate” ci sia anche il taglio delle accise sui carburanti.

Novità anche sul fronte pensioni con quota 100 “a partire dai 62 anni senza danneggiare i lavoratori precoci”. E infine arriva un fondo “superiore al mezzo miliardo” per i rimborsi ai risparmiatori vittime delle crisi bancarie: “Il principio è quello che è passato con il Milleproroghe e che permetterà alla Consob di liquidare i primi 700 risparmiatori truffati”, spiega Bitonci, “È solo l’inizio di una procedura che apra a tutti i risparmiatori truffati”.

IL GIORNALE.IT

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