Tria tira il freno a mano: “No allo choc fiscale”

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È l’ultima domanda dell’edizione 2018 del Forum Ambrosetti. La fa Renato Brunetta, rivolgendosi al ministro dell’economia Giovanni Tria:“Non sarebbe meglio uno choc fiscale, con la flat tax che era stata immaginata nel Contratto di governo?”.

L’intervento che precedeva la domanda era incentrato sulla manovra economica, che il ministro ha descritto come“equilibrata” e graduale, perché “non si può fare tutto subito”. Tria rivendica, così, la linea di prudenza sui conti pubblici: le riforme “partiranno gradualmente”. Alla risposta di Brunetta, il ministro risponde, come riporta l’Huffington Post, che “uno choc fiscale potrebbe portare a problemi di instabilità sociale e a non creare quel clima favorevole, friendly, per le imprese e gli investimenti”. La manovra, dunque, sarà lenta e non prevederà alcuno strappo, ma una ricerca “all’interno del grande bilancio dello Stato per trovare quelle risorse da spostare sulle riforme”.

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Il ministro non è convinto nemmeno della strategia di contrarre un deficit maggiore per avere più risorse da collocare sul reddito di cittadinanza e non sulla flat tax, perché sarebbe inutile“trovare 2-3 miliardi di più sul deficit se poi ne perdiamo quattro con il rialzo dei tassi di interesse”. La prudenza e la gradualità restano allora le parole d’ordine per l’attuazione della prossima manovra economica: “Stiamo cercando di bilanciare l’uso delle risorse e l’attuazione graduale delle riforme, non tanto per un equilibrio di natura politica ma cercando di dare un senso alla manovra che per i problemi di crescita che abbiamo di fronte devono vedere questi interventi in modo bilanciato”.

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