Ecco l’integrazione: migranti islamici rifiutano di parlare con le operatrici del centro d’impiego perché donne

“Qui vige la regola universale e inderogabile dell’educazione e del rispetto reciproco”. Inizia così il testo del cartello appeso all’interno del centro per l’impiego di Monfalcone, Gorizia, su iniziativa della Regione e dell’assessore al Lavoro Alessia Rosolen. Recentemente, ha comunicato infatti lo stesso ente locale, negli uffici monfalconesi si sono verificati episodi di intolleranza nei confronti delle operatrici. Alcuni stranieri si sarebbero infatti rifiutati di parlare con le dipendenti del centro.

L’assessore Rosolen ha spiegato che

“nelle scorse settimane alcuni utenti stranieri si sono rifiutati di interloquire con delle operatrici in quanto donne. Se la disponibilità e la professionalità degli operatori sono requisiti indispensabili, è parimenti doveroso che tutti i cittadini si comportino in modo civile e rispettoso. Se qualche retaggio culturale induce una persona a oltraggiare le donne, o a comportarsi in modo maleducato con gli operatori, ci sono due possibilità: o cambia abitudini, o cambia Paese. Qui la sopraffazione non è ammessa”.

Il cartello riprende l’articolo 3 della Costituzione italiana (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”) in diverse lingue: italiano, sloveno, tedesco e inglese, oltre che in friluano. Mancano invece lingue come arabo, cinese e dell’Est Europa, nonostante le folte comunità presenti nel nostro Paese.

La regione ha annunciato che lo stesso cartello verrà affisso in tutti i centri per l’impiego del territorio, visto che a San Daniele del Friuli, Udine, si sarebbe registrato un caso di aggressione nei confronti di una dipendente.

Con fonte tgcom24.mediaset.it

 

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