Pd, il piano: al governo con il M5s se salta la maggioranza

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Gira una voce tra i palazzi della politica che riguarda il governo giallo-verde. Si mormora che a cavallo delle elezioni europee, Lega e M5S si spaccheranno e divideranno le loro strade. “Matteo Salvini strapperà, aprirà la crisi cercando di incassare i consensi trasferendoli dai sondaggi alle urne”, dice al Messaggerouna gola profonda del Pd, “e noi a quel punto dovremo essere pronti alla bisogna

Certo è che il Pd è già spaccato. Pure su un eventuale alleanza con il Movimento 5 stelle. Da una parte Zingaretti, Franceschini, Veltroni, Orlando, Cuperlo, Emiliano, che vogliono tentare un asse con i grillini; dall’altra Renzi, renziani, Orfini, Calenda che invece non ne vogliono nemmeno sentir parlare.

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Il fronte del sì ai cinquestelle intende “staccare Salvini dal M5S”, che “il capo leghista è la destra pericolosa, mentre i cinquestelle non sono né carne né pesce, ma tanti elettori di sinistra li hanno votati”. “Dovranno passare sul mio cadavere, dal M5S ci divide tutto”, dice invece Matteo Renzi, che vuole impostare il congresso come una conta sul grillismo, “chi vuole dialogare con loro, e magari farci un governo assieme se non un partito, deve uscire allo scoperto”.

 

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